Monte Bianco

il sabato la traversata classica da Punta Elbronner alla Aiguille du
Midi: i satelliti imponenti, i crepacci che sono giganteschi rispetto a
quelli delle alpi centrali visti quest'anno. Il Dente del Gigante con la
quinta delle Grandes Jorasses che fanno da sfondo insieme alla Aiguille
Verte ed alle cime a lato. Penso cempre che sia un bel casino scendere
dalla Verte.
Condizioni ideali, freddo, ancora molta neve, specie sulle creste (la
Kuffner al Maudit sembra perfetta). Forse un po' troppo freddo a causa
del vento, 40-50km/h ma se la temperatura è sottozero il windchill
diventa fastidioso, specie quando si sale di notte.
La cronaca la evito, comunque sia alcune riflessioni in ordine sparso:
il Cosmiques pieno di guide alpine con clienti, tutti maschi ed un bus
di Schio con gita sociale CAI al Tacul (per loro sveglia alle 3)
Per noi sveglia alle 00.40 ma già mezz'ora prima c'era chi trafficava
con frontali e borracce (mal sopporto l'irrequietezza degli altri in
rifugio, di solito dormo bene e essere svegliato di continuo mi
infastidisce). La cameriera del rifugio assomigliava a Neva ma un po'
più atletica.
Siamo gli ultimi a colazione complice una sola persona a servire che,
per quanto ben organizzata, fa quello che può. Le guide "saltano" la
coda senza ritegno. Salita al buio al Tacul, resto dietro ad una guida
che fa un passo poco stancante, dopo 20 minuti mi lascia passare, forse
non voleva che procedessi al suo medesimo passo? Giro un po' tortuoso
per arrivare alla spalla, senza problemi, alle 4.10 aspettiamo Cristiano
ed Enrico che sono già in ritardo: prendo un po' di freddo. Tossisco
forte e sputacchio, ho qualche cenno di abbiocco e di giramento di
testa, siamo a 4000m al buio ad aspettare due compagni, soffia una
brezza gelida. All'attacco del Maudit si tirano indietro in due, Massimo
ed Enrico, dopo altri 30' si tira indietro il mio Cristiano e Astrid
sapendo che sarà molto lento.
Andrea e l'amico Fabio procedono bene comunque hanno il fiato un po'
corto. Dopo la crisi a 4000 complice il sole e non so cosa altro mi
rimetto in forma, niente più nausea nè mal di testa, mi sento tutto
energico, affronto il muro del Maudit (50 gradi per 80 metri, ben
innevato) con buon vigore, sono gasato e contento. Astrid è tra due
fuochi tra me e Cristiano che arranca, mi piacerebbe essere solo con lei
per poterla fare con i nostri ritmi e con l'affiatamento che ormai è
abituale in montagna. Dal col Maudit alla vetta c'è un saliscendi, il
Mur de la Cote (che non è un muro ma solo un trattino un po' ripido che
taglia il fiato dato che si è a 4500m di quota. L'ultimo tratto sono
300m per salire in cima alla calotta, metto Cristiano a fare il passo e
me ne pento, ogni 30 passi si ferma, nei posti più impensabili (ad
esempio controvento): diventano 300m faticosissimi con il passo sempre
spezzato. Gli ultimi 50m Astrid ed io non resistiamo, acceleriamo il
passo, trasciniamo Cristiano visibilmente stanco verso la cima. Foto di
rito, anche Andrea è contento e ricordo la nostra gita al Dente del
Gigante 25 anni fa.
Il rientro è lungo, Cristiano per primo, poi Astrid e poi io che tengo
anche tutta la corda lasciando solo Cristiano scende sulle tracce di
salita, non taglia mai, non si fida oppure è troppo stanco, ci mettiamo
più tempo del necessario per fare tratti che si potrebbe tagliare senza
problemi. Il muro del Maudit sarebbe da scendere in piolet ma Andrea e
Cristiano non sono in grado. attrezziamo due doppie/fisse per loro,
ovviamente anche il Prusik è un problema. Io li calo con un mezzo
barcaiolo in vita e fungo di ghiaccio per il primo tratto, più sotto c'è
Astrid che ha allestito una doppia, purtroppo il pendio è più lungo e
bisogna attrezzarne una seconda, io scendo in piolet per non ammassarmi
con gli altri.
Scendiamo sempre di più e Cristiano mi fa venire un po' il latte alle
ginocchia, non so perché ma mi sento bene, poco stanco rispetto alla
salita e abbastanza contento per come siano andate le cose. Arriviamo
alle 14 al plateau sotto i Cosmiques con l'ultima funivia per il rientro
in Italia alle 16 e ancora 250m di risalita alla aiguille du Midi. Sul
ghiacciaio Cristiano toglie ramponi e scarponi per poter levare i
pantavento... no comment. Mi metto alla guida della cordata e riesco in
1h a portarli alla midi costringendoli a superare un paio di cordate:
alle 15.30 siamo agli ovetti e rientriamo in Italia. Andrea è appena
dietro di noi sul secondo gruppo di ovetti. Bella gita per ambiente e
giornata. Troppe guide sulla via e praticamente nessuna cordata di
alpinisti indipendenti tranne noi. L'aiguille du Midi ed anche la parte
italiana mi sembrano sempre più un circo della montagna, guide
dappertutto, tendine quà e là, un posto rinomato e preso d'assalto dagli
alpinisti con unica via d'accesso la funivia (a meno di non essere
masochisti) e, soprattutto, un portafogli gonfio. Non so se è il posto
dove c'è l'alpinismo che piace a me, comunque le montagne sono
bellissime. Non credo il Monte Bianco sia una cima da frequentare per le
vie normali, forse ancora una volta con gli sci ma credo ci siano posti
meno conosciuti e meno frequentati che meritino la visita più di una
cima affollata e stranota. Rimane l'emozione della vetta e la giornata
spettacolare per meteo senza nuvole e condizioni perfette.
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