20200317

Dreaming of Gessnertind



La bellezza dentro la sconfitta (?), la vetta è il viaggio, l'esperienza, il ricordo non la cima orografica.

20190601

Zio Riccardo

Ecco, fischia acuto sul sentiero, sta richiamando Federico e Raffaela che chissà dove si sono cacciati, anche Serena non c'è. 

Adesso sono con Federico a costruire una diga "immensa" sul solito ruscello di fianco a dove abbiamo consumato il pranzo al sacco, serve ancora una pietra per completare l'opera di ingegneria: tutti i genitori paiono dormire, ma ecco che zio Riccardo di alza e ci aiuta. Grazie zio adesso il ruscello è sbarrato alla perfezione, che grande lago che è venuto.

Quel caminetto in montagna pieno di attrezzi da alpinismo: come lo ammiravo, noi non avevamo niente del genere era tutto in cantina, lo zio aveva usato tutti quei chiodi e la corda. E poi quello zaino pesantissimo da cui uscivano attrezzi meravigliosi pieni di storia: una pistola lancia razzi, una torcia, una borraccia rossa tua ammaccata. La mia prima borraccia la volli uguale a quella, però la trovai solo di colore arancione. Anche il mio primo coltellino svizzero, lo comprai uguale al suo, quello medio con il pela-aranci, lo stuzzicadenti e il cacciavite, che è sempre utile. Anche la prima giaccavento comperata con i risparmi è uguale alla sua, avevo 17 anni e la Fila bianca con le toppe rosse era "mitica": si sporcava subito perché la mettevo anche in città, ma come mi sentivo già un alpinista come lo zio solo avendola indosso.

E poi quel garage in corso Quintino Sella e quella cantina: c'era il ping pong e poi meandri segreti in cui lo zio sapeva sempre dove trovare quello che gli serviva per effettuare il lavoretto di casa del momento. Ecco, con piglio un po' severo mi diceva dove andare a prendere le chiavi inglesi o un martello particolare: avevo paura di non trovarlo e, invece, le sue lunghe indicazioni si rivelavano sempre precise, perfette.

Ecco lo zio che fa una foto con quella strana macchina che pare un microscopio, è pesantissima ma le foto sono più belle di quelle di papà, sono quadrate.
Zio Riccardo che in tutte le foto si mette di tre quarti e guarda verso l'orizzonte infinito delle montagne, delle sue montagne. Era un amore incondizionato il suo ed anche io amo le montagne. Avevamo lo stesso amore e lo sapevamo.



Ciao zio ti saluto da una montagna la prossima volta che arrivo in cima, spero di esserti un po' più vicino e che tu possa sentirmi.


20190102

Il secondo uomo

Il mese scorso è morto mio "suocero" ovvero il padre della mia compagna. Da tre anni era malato di demenza senile che ha acutizzato un carattere già difficile. Era separato da oltre trent'anni e non si era mai risposato, era tendenzialmente misogino e pieno di manie contro tutto e contro tutti, ma non contro la figlia che, comunque a mio modo di vedere, trattava sempre male.

Essendo ateo e anticlericale non ha avuto un funerale ma solo una cerimonia funebre all'interno delle sale di esposizione del cimitero. Abbiamo preparato una specie di altare pagano. Dato che era un pittore dilettante ma di buona mano, abbiamo messo un suo quadro  appeso all'interno della camera di fianco alla bara. Abbiamo anche allestito un pannello di compensato con tante foto dei vari momenti della sua vita.
Senza funerale la cerimonia si è svolta di fronte a una trentina di persone convenute alla camera mortuaria grazie a un passaparola (non voleva annunci sul giornale). Una delle prime badanti, anche amica di famiglia, ha rotto il ghiaccio leggendo una lettera, stando lì, di fianco alla bara aperta.
Dopo di lei non si è fatto avanti nessuno, e anche io non ho voluto leggere il breve pensiero che mi ero preparato. Invece la mia compagna ha preso la parola ed ha parlato a braccio per 10 minuti di fianco alla bara aperta di suo padre.

Il discorso, in sintesi, è stato sui tre momenti della vita insieme a lui. Il primo è il momento più bello, quello della scoperta insieme al padre di tanti aspetti della vita: "per me, mio padre era un mito". Era stato campione di sci, viaggiatore, minatore, incisore, restauratore, giocatore di tennis e di golf di buon livello: per lei un esempio.
Il secondo momento della vita è stato quel lungo periodo dalla separazione dei genitori fino a qualche anno fa, in cui gli atteggiamenti misogini di lui sono via via aumentati ma sempre con un legame profondo per lei. Un esempio su tutti, che ricordo io, lei perde il portafoglio e il papà fa 6 ore di treno per venire a Milano a portarle soldi e conforto.
Infine il terzo momento, quello difficile della malattia e del disfacimento delle capacità cognitive e della memoria. Sempre più confuso ma sempre dal carattere orgoglioso e cattivo; la riconosceva sempre al telefono con cui quotidianamente, all'orario prefissato, si sentivano. Sul finire del discorso ha detto che per intendersi con il padre bastava solo uno sguardo o un accenno al telefono.
Ecco, di questo amore filiale non credo di essere consapevole, è una parte di lei che non ho mai completamente valutato e compreso. Ho anche capito che non sarò mai all'altezza di questo affetto incondizionato, sarò sempre il secondo uomo.

Tramonto al Monte San Simeone

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20181123

Blackfriday

tra le varie offerte super scontate a pezzi limitati a orari predefiniti di fondi di magazzino del blackfriday non ho preso nulla. Invece ho incontrato Janice, ragazza filippina che vive nella mia via, ci si conosce di vista, ci si fa un cenno quando ci si incrocia: io vado in ufficio lei porta i bimbi all'asilo.
Oggi aveva la faccia stravolta. Sotto la pioggia di inizio inverno mi dice che sta cercando soldi perché suo papà ha bisogno di entrare in ospedale, nelle Filippine. Lì vale il metodo americano, ho hai i soldi e versi in anticipo oppure nisba.
Mi sono lasciato intenerire, mi è sembrata sincera. Ho verificato a voce che davvero l'azienda del marito stesse anticipando la riscossione del TFR. Le ho dato quello che potevo con un unico prelievo, cinquecento euro. Strana sensazione, ho prelevato e glieli ho messi in mano. Ho stampato la ricevuta del prelievo e lo abbiamo firmato in due. Lei mi ha dato a mo' di assicurazione due tessere di soggiorno che deve rinnovare a metà Dicembre.
Le ho anche chiesto se avesse bisogno di lavoro, alla sua risposta affermativa le ho proposto la pulizia scale del nostro piccolo condominio. Non sono tanti soldi ma per lei è comodo, vicino a casa, si può organizzare quando i bambini sono con il padre il sabato mattina.
Mi è sembrata contenta ed io mi sono sentito bene, mi auguro di non essere smentito, però davvero una vita dura rispetto alla mia (non devo lamentarmi).

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Letture estive

questa estate è stata in Grecia, viaggio itinerante con 1600km, molti siti archeologiche storici visti, qualche spiaggia, belle esperienze papillari con la cucina locale.
Tra un tragitto e l'altro e nella lunga trasferta in nave hai potuto leggere più del solito.
Amazzonia è stato un flop, la peggior lettura da molto tempo. Pensavi di ritornare al Chrichton di Congo ma in salsa sud americana, hai trovato, invece, un romanzetto prevedibile e banale, scritto in modo semplice, troppo. Plot prevedibile e noioso dove i cattivi sono più cattivi dei fumetti e i buoni sono più buoni e generosi di babbo natale. Finale con vendetta e melassa. Nessuna traccia della vera foresta amazzonica, quella di fitzcarraldo e del Cuyabeno che hai visto; al suo posto una paccottiglia di luoghi comuni.

Secondo posto per il turbante e la corona, scritto dall'inviato in Iran del sole24h. Racconta bene e con dovizia le vicende storiche dell'Iran e degli ultimi 30 anni di potere, arrivando alla vigilia dell'ultima elezione. Forse troppo focalizzato sugli eventi e sulle fazioni religiose quello che hai compreso è come tutti i diversi regnanti siano sempre stati uccisi (tranne gli ultimi due) e che la religione è un cancro che mina la base democratica del paese. Ovviamente le ragioni economiche di caste e oligarchie sono vincolate agli aspetti religiosi, come è lecito immaginare. Ti rimane la curiosità di visitare il paese da una storia millenaria e con un popolo che è sicuramente fiero e con molte sfaccettature anche se profondamente ignorante: ci sono solo le scuole islamiche e i liberi pensatori sono soltanto quelli che sono andati all'estero e sono rientrati.

Una bella lettura è stata l'illuminate Dambisa Moyo e il suo la carità che uccide dove la brillante economista esprime tutti i suoi dubbi sugli aiuti occidentali ai paesi africani individuando questo flusso come il vero cancro del continente. La Moyo propone anche le ricette per i paesi africani su come rinunciare agli aiuti e riprendersi, rapidamente, e incominciare a crescere. Tu speri che abbia ragione, l'Africa è davvero pronta per riprendersi e iniziare a svilupparsi. Per prima cosa deve liberarsi dai dittatori e dalle loro oligarchie, la soluzione migliore sarebbe l'elezione di nuovi politici illuminati e innamorati più del proprio paese che di se stessi. Per seconda dovrebbe venire una riscossa economica possibile solo con la creazione di una classe media imprenditoriale. Speri di poter vedere nei prossimi decenni lo sviluppo di un'economia africana indipendente dagli aiuti e che si smarchi dalle grandi aziende. Forse è un utopia, ma i tempi cambiano molto rapidamente.

Con Vineland di Thomas Pynchon hai ripreso a leggere gli americani che ami. Non è più beat generation ma scrittori maturi come Bellow e Delillo. Pynchon è più criptico e sarebbe bello da leggere in inglese. Dalla traduzione traspare la sua prosa netta e articolata, come un disegno a china, ma ramificato che sta su una struttura generale brillante. Il romanzo che racconta il fallimento della (breve) epopea hippie in una California trasformata in una gigantesca farsa di guardie e ladri, spionaggi veri, falsi presunti, furbetti che prendono sussidi per dare informazioni vaghe su presunti (ex)sovversivi. Un Pincheon che distrugge, al solito, la forma narrativa solo per ricrearla in un modo diverso, meno usuale ma, ormai, nemmeno più tanto sorprendente. La traduzione limita il piacere e l'abilità di scrittura che traspare ma non in modo completo, cosa comunque impossibile (sarebbe da 4 stelle ma ne perde una per questo motivo). I riferimenti alle musiche ed ai personaggi degli anni 60 sono presenti e aiutano ad orientarsi a chi, come me, non era nemmeno nato. Consigliato agli amanti dell'autore e a chi vuole avere un ritratto degli anni 60 e di cosa portò alle situazioni di una generazione sotto una luce diversa ed una prosa brillante.

Scrittura cuneiforme è un breve romanzo ambientato in Iran

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20160718

Siria e studioazzurro

20160716

A milano c'è, fino a metà settembre, una mostra antologica sullo "Studio Azzurro" il collettivo di artisti che ha portato in Italia il concetto di immagine sensibile. I loro lavori da 1982 ad oggi sono caratterizzati da uno studio meticoloso dell'impatto visivo e della concezione tecnologica dell'opera. Dapprima più accostabili alla video arte poi sempre più opere concettuali, trasposizione di altre opere o di situazioni, inserite in mostre ed eventi. Un bel percorso per un collettivo molto attivo e ormai riconosciuto a livello internazionale.


Non starò qui ad elencare le opere o le trasformazioni che più mi hanno colpito, però il crescendo arriva al gran finale della mostra con due opere che illustrano due realtà a me care. Lultima opera rappresenta bene lo spirito di accoglienza di Milano, con le piccole storie di emancipazione e accoglienza che questa città sa generare, spesso senza tanti clamori. La penultima opera, invece, raffigura sei diversi luoghi della Siria, e la poesia introduttiva porta immediatamente alla guerra, alle terribili immagini che Nino Fezza mette su internet e a un paese completamente distrutto in pochi anni.

KHALED SOLIMAN -ALNASSIRY

DIARIO DI UN UOMO DIETRO LA FINESTRA

1.
Dietro alla finestra che s'affaccia sul mondo, siede un uomo che cerca la propria memoria:
ma la memoria, ora, è colpita da manganelli e pallottole,
che memoria forata e tumefatta avremo!

La memoria è maschile e femminile, si sposa e genera,
ma oggi quando concepisce un bambino,
nasce morto,
vedremo un corpo livido, lucido,
sulle labbra vedremo la stessa patina viola del grano lasciato nel campo per quarant'anni.
Vedremo gli uccelli del malaugurio beccare il corpo del bambino, lasciato in preda al vento.
Mentre noi udiremo distintamente lo scricchiolio ogni volta che ci siederemo nelle notti estive.
Vedremo pure i passanti riposare nei pressi del corpo del bambino,
appoggiare la schiena su di lui,
fumare una frettolosa sigaretta
che poi molto lentamente spegneranno sul suo corpo
e se ne andranno.
Verranno pure le iene a divorare il suo corpo e poi se ne andranno.

(Il 27 maggio 2011 è stato diffuso un video che mostra il cadavere mutilato del bimbo Hamza Al Khatib della città siriana di Daraa. La salma era gonfia nonostante i numerosi fori, e i genitali erano stati recisi).

O Hamza, come fai ad essere così gonfio, così lampante
nonostante tutti quei fori?
Che memoria forata e tumefatta avremo!
Che memoria evirata avremo!



2.
Dietro la finestra che s'affaccia sul mondo, siede un uomo che cerca la propria memoria:
anche se la finestra è virtuale,
gli uccisi sono reali.
Di mattina quando esce a camminare,
nell'aria si aprono molte finestre, gli uccisi che ne escono terrorizzano l'aria, rapidi se ne vanno, nello spazio si sente uno scricchiolio:

(gli studiosi palestinesi concordano che lo scricchiolio: è il suono emesso da chiunque sia deportato o costretto a migrare o ucciso. Si manifesta in due circostanze: durante la deportazione, o quando si siede a ricordare).

Quale memoria avremo senza ieri,
mentre ieri tutti loro
sono stati deportati,
se ne sono andati,
andati,
hanno portato via le nostre mattine lasciando la loro memoria cantare,
ci hanno lasciato invisibili cantori
e noi non possiamo che ascoltare questa schiera di cantori che hanno trasformato le nostre città in canti che 
rimpiangono la loro partenza,
le case: sono il gemito di madri che ricordano.
Gli uomini: melodie che mormorano i nomi di coloro che se ne sono andati.
Le donne: flauti che cercano invano di rendere dolce la partenza.
Gli alberi: melodie che s'innalzano e a volte si domandano incerte: come se ne sono andati?
A volte ripetono come pronunciando una sentenza: sono partiti, partiti, partiti!
Così i misteri si infittiscono in noi che ascoltiamo tutto questo partire.
In questo momento c'è un altro che parte, e dal vuoto che lascia soffia un'aria che sferza la città:
i grandi viali: sono flauti che contano i luoghi dove non sono ancora passati.
I vicoli: sono flauti più piccoli che contano i luoghi che hanno lasciato.
I rioni: parlano della loro partenza.
I viottoli: indicano le strade del ritorno a casa,
ma la casa viene demolita sulla testa di chi la abita,
insieme alla strada,
mentre noi ascoltiamo tutto questo partire,
in città risuona la tromba che annuncia un nuovo esodo.
Le piazze: sono fanfare in cui i soldati soffiano, i soldati sono l'eco di fanfare più grandi dove le tombe soffiano.
Gli edifici piccoli sono tamburelli che vengono percossi, quelli grandi sono cembali che battono, la gente parte
come melodie e in città la morte danza nuda senza pudore né vergogna.

Repentina, dal cielo, giunge una gran voce,
il sole è una grancassa che le vittime percuotono per salutare chi rimane,
ma a rimanere siamo noi che
ascoltiamo tutto questo partire.

Ascoltiamo e ricordiamo,
ma la memoria, ora, è colpita da manganelli e pallottole,
che memoria forata e tumefatta avremo!

Anche la memoria canta,
ma quando canta le tagliano la gola e la gettano nel fiume.

(il 9 luglio 2011 è stato trovato il corpo del cantante siriano Ibrahim Al Qashush gettato nel fiume Aassi. Il cadavere era gonfio nonostante un grande foro nel collo, la gola del cantante era stata tagliata).

Ma se la gola della memoria verrà tagliata e gettata nel fiume,
il fiume canterà...

.........................


Che memoria scricchiolante avremo!

[Traduzione dall'arabo di Fawzi Al Delmi]

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20160628

Brexit

Brexit or a personal shock

After #brexit results I step into the leave or remain debate. I watched some videos of TV shows where the two opponents where speaking pro or against the Brexit option (great listening exercise).
My mind is full of fears and sadness for what it might cause to the dream of an European Union as federation of nations. UK was the land of my first trip on my own (last century), three months studying English in Oxford, mating new friends, relationship with people from all Europe and all world, some relationship last till today. And every time I come back to London and UK I am more confident about an open and multicultural society... until 23.06.2016
I am, strongly, for having Britons in EU. We need they analysis skills, their pragmatism and capacity to have a different view from the continental countries. I don't know where does it come from, but I suspect that it might be connected to not have being invaded in the XX century world wars.
I admire the British for they capacity to discuss such a vital matter as the leave or remain petition with clearness and bravery as that shown in the video. The leave advocates have spoken to the stomach while the remain had few reason against. The matter is that the option to stay or leave is much more complicated than exposed by the leave proposers; and the remain were not able to explain this.
In my humble opinion EU is complicated and intricate process, that in the last years has been stuck on economy and euro debate instead following the path of more political integration: where are the EU army, the EU foreign office, the EU welfare and, at least, a seed of a common environmental tax? I think EU without UK will lack a certain dose of credibility but, on the other hand, better not having UK unless they are willingness and open minded on building the common house. As said elsewhere is not a goodbye farewell but an "au revoire" , I hope so indeed.