La
giusta
traccia
20100121
Bosco Gurin e il pizzo d'Orsalìa
20100117_pizzo_orsalia
Originally uploaded by Ai@ce
Le persone sono cordiali, c'è una piccola COOP e l'immancabile Posta (con il collegamento plurigiornaliero a Locarno con il bus postale). Ci sono due alberghi e un grande ostello (150 posti), al solito organizzato in modo svizzero. Per chi vuole si può anche dormire alla capanna Grossalp, proprio sulle piste.
sabato 16 gennaio abbiamo salito il Pizzo Stella, omonimo di quello vicino Madesimo. Gli ultimi 300m sono ripidi, ma la traccia su un dosso con molti massi permette una discreta sicurezza. La cresta finale è facile, ma la neve inconsistente trovata non permetteva di affrontare in sicurezza gli ultimi 15 metri... quindi niente vetta per un soffio ma discesa coi fiocchi, solo qualche metro di crosta sui pendi più ripidi. La domenica siamo stati al Pizzo d'Orsalìa. Seguendo le indicazioni di Willy auf der Maur abbiamo percorso un lungo giro, battendo traccia nell' incantevle valletta sotto la Lendar d'Herti. Però dopo il passo occorre perdere notevolmente quota, cosa che impedisce un itinerario remunerativo lungo la via di salita. Abbiamo quindi preferito scendere direttamente il bel pendio sotto la vetta (quello del filmato) e di affrontare il sentiero nel bosco per riportarci verso Bosco Gurin. Otima scelta, un paio di tracce di animali sul sentiero e qualche tacca sugli alberi ci hanno permesso di non perdere la retta via nel bosco e di tornare facilmente al parcheggio. Birra piccola a 3CHF, compresi gli stuzzichini (il bis è d'obbligo).
20100111
Pubblicità elettorale occulta a spese del contribuente.Il 15.12.2009 è stata spedita dall'Assessore Massimo Buscemi la lettera qui fotografata (di cui il testo è stato trascritto in calce).
Il contenuto è inutile, cioè non comunica nulla ad eccezione di "sincere congratulazioni" e "un'indubbia conferma della sua preparazione professionale".
La classica lettera pre elezioni per ricordare almeno il nome e cognome dell'assessore di riferimento in ambito professionale. Peccato che con questa lettera dimostri la sua incompetenza, in primis formale: viene utilizzata la forma di cortesia ma poi, nello scritto, le maiuscole vengono messe un po' a casaccio ("sua" minuscolo, "averla" invece di "averLa").
E poi, ancora una lettera di carta, proprio non si è risparmiato, altro che Sviluppo Sostenibile, carta vergine e non riciclata, inchiostro a colori, a questo si aggiungono i costi di spedizioni che, per la sola affrancatura sono rapidamente calcolabili. Con 1,40€ ad invio, per circa 10mila certificatori equivalgono a 14.000 euro di spesa, soldi anche miei.
Insomma una bella lezione su come non bisogna fare.
Sarebbe stato molto meglio spedire un'email ai soggetti certificatori (che hanno consentito all'utilizzo) aspettando 15 giorni ed usufruendo del servizio PEC, sarebbe stata un novità ed avrebbe risparmiato un po' di chili di carta.
ecco il testo della lettera:
Egregio professionista,
benvenuto nell'elenco dei Soggetti certificatori accreditati in Regione Lombardia per la redazione degli attestati di certificazione energetica, secondo le modalità previste dalla deliberazione della Giunta regionale n.5018/2007 e successive modificazioni.
Tale accreditamento, riconosciuto solo in presenza di determinati requisiti, è un'indubbia conferma della sua preparazione professionale e della sua attenzione verso le problematiche ambientali, viste non come limite ma come opportunità di sviluppo e di innovazione.
Per questo, Le esprimo le mie più sincere congratulazioni, augurandomi di averla ancora tra i partecipanti alle iniziative che Regione Lombardia sosterrà a breve per dare un ulteriore impulso al miglioramento dell'efficienza energetica in edilizia.
con viva cordialità
Massimo Buscemi
L'Assessore a
Reti e Servizi di Pubblica Utilità
e Sviluppo Sostenibile e Ricerca Scientifica
via Pola, 14 20124 Milano
20090209
Grazie ad una segnalazione di Zambardino a sua volta da Marco Cattaneo, direttore de Le scienze, prendo anch'io l'iniziativa di un testamento biologico in assenza di legge che lo regolamenti. Almeno rimane una traccia di quanto voglio.
Milano, 9 febbraio 2009
Io sottoscritto Franco Pecchio, nato a Torino il 7 Agosto 1969, nella pienezza delle mie facoltà fisiche e mentali, dispongo quanto segue.
Qualora fossi affetto:
da una malattia allo stadio terminale,
da una malattia o una lesione traumatica cerebrale invalidante e irreversibile,
da una malattia implicante l’uso permanente di macchine o altri sistemi artificiali e tale da impedirmi una normale vita di relazione,
non voglio più essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico.
Nelle predette ipotesi:
qualora io soffra gravemente dispongo che si provveda ad opportuno trattamento analgesico pur consapevole che possa affrettare la fine della mia esistenza;
qualora non fossi più in grado di assumere cibo o bevande, rifiuto di essere sottoposto a idratazione o alimentazione artificiale;
qualora fossi anche affetto da malattie intercorrenti (come infezioni respiratorie e urinarie, emorragie, disturbi cardiaci e renali) che potrebbero abbreviare la mia vita, rifiuto qualsiasi trattamento terapeutico attivo, in particolare antibiotici, trasfusioni, rianimazione cardiopolmonare, emodialisi.
Sempre nelle predette ipotesi:
Rifiuto qualsiasi forma di continuazione dell’esistenza dipendente da macchine.
Detto inoltre le seguenti disposizioni:
non richiedo alcuna assistenza religiosa;
il mio corpo può essere donato per trapianti;
il mio corpo può essere utilizzato per scopi scientifici e didattici.
Lo scopo principale di questo mio documento è di salvaguardare la dignità della mia persona, riaffermando il mio diritto di scegliere fra le diverse possibilità di cura disponibili ed eventualmente anche rifiutarle tutte, diritto che deve essere garantito anche quando avessi perduto la mia possibilità di esprimermi in merito.
E questo al fine di evitare l’applicazione di terapie che non avessero altro scopo di prolungare la mia esistenza in uno stato vegetativo o incosciente e di ritardare il sopravvenire della morte.
Etichette: morte testamento
20080717
La Sentenza di Bolzaneto
Domenica 22 luglio 2001 tornavo da una gita nel basso Ticino percorrendo la statale "Regina" sul ramo occidentale del lago di Como. Avevamo la mitica Skoda Fabia rosso fuoco, che tutti gli amici ancora ricordano. Come al solito ascoltavamo RAI radio 3 e c'era la terribile descrizione dei fatti della Diaz. Ad un certo punto il segnale scomparve (al solito la copertura di RAI 3 fa schifo) e girammo su radio popolare, le descrizioni erano ancora più strazianti.
Ero preoccupato per gli amici andati a Genova con tanto di figli negli zaini o per mano, mi avevano invitato ma all'epoca ancora pensavo che i G8 servissero a qualcosa. Adesso sono più realista.
Lo schiaffo alla democrazia dato dalle forze dell'ordine allora mi ha colpito, duramente. Se prima un poliziotto o un carabiniere erano persone cui potevo pensare di chiedere un'indicazione o un aiuto adesso sono solo pezzi di stato da evitare il più possibile. Il potere che hanno unito alla carenza di materia grigia ne fanno uno strumento di offesa per i cittadini e non di difesa. Mi spiace ma la sentenza mite di questi giorni ha ulteriormente rafforzato le convinzioni. Lo stato non si è dimostrato all'altezza (e quando mai negli ultimi anni) di riscattare un'immagine di violenza gratuita. D'ora in poi di fronte ad un poliziotto incazzato saprò di avere un po' meno diritti di lui, ne avrò paura e il mio rispetto sarà tale solo per il timore che ne ho ma non per la sua autorità morale ed effettiva.
Alla fine anche sul piano internazionale le ripercussioni non sono positive, in prima pagina del Guardian si dice:
e ancora:
Uno schiaffo alla mia coscienza di cittadino italiano, sempre più convinto di essere privato a poco a poco dei miei diritti.
Domenica 22 luglio 2001 tornavo da una gita nel basso Ticino percorrendo la statale "Regina" sul ramo occidentale del lago di Como. Avevamo la mitica Skoda Fabia rosso fuoco, che tutti gli amici ancora ricordano. Come al solito ascoltavamo RAI radio 3 e c'era la terribile descrizione dei fatti della Diaz. Ad un certo punto il segnale scomparve (al solito la copertura di RAI 3 fa schifo) e girammo su radio popolare, le descrizioni erano ancora più strazianti.
Ero preoccupato per gli amici andati a Genova con tanto di figli negli zaini o per mano, mi avevano invitato ma all'epoca ancora pensavo che i G8 servissero a qualcosa. Adesso sono più realista.
Lo schiaffo alla democrazia dato dalle forze dell'ordine allora mi ha colpito, duramente. Se prima un poliziotto o un carabiniere erano persone cui potevo pensare di chiedere un'indicazione o un aiuto adesso sono solo pezzi di stato da evitare il più possibile. Il potere che hanno unito alla carenza di materia grigia ne fanno uno strumento di offesa per i cittadini e non di difesa. Mi spiace ma la sentenza mite di questi giorni ha ulteriormente rafforzato le convinzioni. Lo stato non si è dimostrato all'altezza (e quando mai negli ultimi anni) di riscattare un'immagine di violenza gratuita. D'ora in poi di fronte ad un poliziotto incazzato saprò di avere un po' meno diritti di lui, ne avrò paura e il mio rispetto sarà tale solo per il timore che ne ho ma non per la sua autorità morale ed effettiva.
Alla fine anche sul piano internazionale le ripercussioni non sono positive, in prima pagina del Guardian si dice:
«Most of the several hundred law officers involved in Diaz and Bolzaneto have escaped without any discipline or criminal charge. None has been suspended; some have been promoted. None of the officers who were tried over Bolzaneto has been charged with torture - Italian law does not recognise the offence. Some senior officers who were originally going to be charged over the Diaz raid escaped trial because Zucca was simply unable to prove that a chain of command existed. Even now, the trial of the 28 officers who have been charged is in jeopardy because the prime minister, Silvio Berlusconi, is pushing through legislation to delay all trials dealing with events that occurred before June 2002».
e ancora:
«Fifty-two days after the attack on the Diaz school, 19 men used planes full of passengers as flying bombs and shifted the bedrock of assumptions on which western democracies had based their business. Since then, politicians who would never describe themselves as fascists have allowed the mass tapping of telephones and monitoring of emails, detention without trial, systematic torture, the calibrated drowning of detainees, unlimited house arrest and the targeted killing of suspects, while the procedure of extradition has been replaced by 'extraordinary rendition'. This isn't fascism with jack-booted dictators with foam on their lips. It's the pragmatism of nicely turned-out politicians. But the result looks very similar. Genoa tells us that when the state feels threatened, the rule of law can be suspended. Anywhere».
Uno schiaffo alla mia coscienza di cittadino italiano, sempre più convinto di essere privato a poco a poco dei miei diritti.
20080409
Palloni solari
Ho trovato la notizia su greenwire e poi ho recuperato il video su reuter. A parole sembrava una notizia rivoluzionaria ma poi... vedendo il video è poco più che un prototipo. Ma ci sono alte potenzialità, si pensi solo alla facilità di trasporto di un pallone gonfiabile e al risparmio di spazio. Inoltre se ci fosse un thin film fotovoltaico gonfiabile...
Etichette: energy, renewables, reuters, solar
20080227
Dolores La Chapelle
«la gioia è la risposta a chi ama quando riceve da ciò che ama» Pieper - In sintonia con il mondo.
«Questa è la gioia che noi proviamo quando sciamo nella polvere. tutto questo è un dono per noi; proprio allora, in quell'esatto momento! Questa proprompente gratitudine è ciò che produce quello stupido e sciocco sorriso che appare sulle nostre facce quando ci troviamo alla base di quella discesa in neve polverosa . E tutti siamo sempre d'accodo nel dire che in nessun altra situazione ci è mai capitato di vedere quello stesso sciocco sorriso. [...]
Ognuno sperimenta in quel momento la bontà universale della natura.».
da Dolores La Chapelle, Polvere profonda

